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Le Unità Fisiografiche della Campania

Il disegno costiero della Campania riflette fedelmente i principali lineamenti strutturali acquisiti essenzialmente durante il Pleistocene e legati alle vicissitudini neotettoniche della porzione marginale tirrenica della Catena Appenninica. La sequenza da NW verso SE delle piane costiere e dei protesi promontori che le limitano individua le seguenti “Unità fisiografiche”: Golfo di Gaeta, Golfo di Napoli, Golfo di Salerno, Costiera Cilentana e Golfo di Policastro. Tali unità fisiografiche costituiscono ambiti costieri, svincolati dai limiti amministrativi, dove i processi dinamici non sono influenzati dalle unità contigue.

golfo_gaeta2.jpgIl Golfo di Gaeta è delimitato dalle direttrici 160° N (Monte di Procida) e 310° N (P. Stendardo-Gaeta), con un fetch massimo (240° N) di 473 m.n.. Le ondazioni più frequenti provengono da W-NW determinando al frangimento una componente lungo riva con direzione e verso da NW a SE, cui si associa un trasporto litoraneo netto verso SE. Il tratto campano dell’Unità si estende per 62 km dalla Foce del Garigliano a Monte di Procida. In ambito marittimo sono state censite 46 opere (barriere parallele distaccate emerse e sommerse, pennelli, pennelli con testata, foci armate e ripascimenti) ed 1 porto turistico (Pineta Mare). L’indice strutturale (cioè il rapporto tra l’estensione della costa sottesa dalle opere e l’estensione totale della costa, è pari a 0,13.

golfo_napoli2.jpgIl Golfo di Napoli è esteso per 195 km, tra Monte di Procida e Punta Campanella (a S di Sorrento), e comprende il litorale flegreo (Golfo di Pozzuoli), il litorale napoletano e vesuviano (da Portici a Castellammare di Stabia), la costiera Sorrentina ed i litorali delle isole di Ischia, Procida e Capri. Il settore di traversia principale è delimitato dalle direttrici 160° N (Punta Campanella) e 280° N (Ischia – Punta S. Angelo); il fetch massimo, 480 m.n., corrisponde alla direzione 240° N. In tale ambito, sono state censite 328 opere marittime e 28 porti. L’estensione della costa interessata dalle opere è pari a 50 km con un indice strutturale pari a 0,25. Le aree occupate da nuovi insediamenti sono pari a 16,5 milioni di m2.

golfo_salerno2.jpgIl Golfo di Salerno, esteso per circa 100 km tra Punta Campanella e Punta Licosa (a S di Agropoli), è compreso tra le direttrici 190° N - 280° N, con un fetch massimo di 304 m.n. (direttrice 230° N). In esso possono essere distinte due grandi subunità, una caratterizzata da coste alte incise nei depositi cartonatici dei M. Lattari (costiera Amalfitana), ricca di suggestive insenature lungo le quali sono presenti piccole spiagge ghiaioso-ciottolose (pocket beaches), l’altra caratterizzata da coste basse e sabbiose alimentate dal F. Sele e dai corsi d’acqua minori del Picentino, Tusciano, e Solofrone. L’antropizzazione della fascia costiera è pari a 12,5 milioni di m2; spicca fra tutti l’insediamento nell’area di Paestum con 1,8 milioni di m2. In tale unità fisiografica sono stati censite 21 opere di difesa e 5 porti (3 lungo la costiera Amalfitana, 2 lungo il litorale di Salerno) per una estensione di costa interessata pari a circa 5,3 km, con un indice strutturale pari a 0,05.

costa_cilentana2.jpgLa Costa Cilentana si estende per circa 97 km di cui il 55% è caratterizzato da una costa rocciosa quasi sempre con detrito alla base ed il restante 45% da spiagge basse perlopiù sabbiose limitate verso l'interno da cordoni dunari. Il settore di traversia principale è delimitato dalle direttrici 130° N (P. Licosa) e 310° N (Capo Palinuro). Il fetch massimo corrisponde alla DD 230° N ed è pari a circa 530 m.n.. Le ondazioni più frequenti provengono dal settore 240° N – 270°N determinando al frangivento una componente lungo riva con direzione e verso da NW a SE. Lungo la costiera Cilentana sono stati realizzati 9 porti e 58 opere di difesa per una estensione di costa interessata pari a 11 km, con un indice strutturale pari a 0,11.

golfo_policastro2.jpgIl Golfo di Policastro presenta un andamento semicircolare dello sviluppo di circa 32 km, ed è limitata dalle direttrici 150° N (Monti di Sapri) e 210° N (Punta degli Infreschi); il fetch massimo è pari a 560 m.n. (250° N), le ondazioni a maggiore frequenza e contenuto energetico provengono dalle direttrici 210° N - 240° N le quali incidendo obliquamente generano al frangimento componenti longitudinali del flusso di massa da W verso E. Lungo quest’Unità sono presenti 3 porti (Scario, Marina di Policastro Bussentino e Sapri) e 14 opere di difesa per uno sviluppo complessivo di 2,8 km di costa con un indice strutturale di 0,08. Risultano interessati da nuova urbanizzazione 2 milioni di m2 litorale quasi esclusivamente nell’area compresa tra Marina di Policastro e Sapri.
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