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Difesa delle Coste

Il sistema costiero della Regione Campania si articola tra le “Unità fisiografiche” dei Golfi di Gaeta, Napoli e Salerno, la Costiera Cilentana ed il Golfo di Policastro, e si sviluppa per 480 km, essendo costituito per il 53,1% da coste alte incise nei depositi carbonatici, terrigeni e vulcanici, e per il 46,9% da coste basse e sabbiose, talora ghiaiose:

Provincia

Costa alta

Costa bassa

Totale

Caserta

0 km

0,0%

45 km

100,0%

45 km

Napoli

155 km

68,9%

70 km

31,1%

225 km

Salerno

100 km

47,6%

110 km

52,4%

210 km

Totale

255 km

53,1%

225 km

46,9%

480 km


foto_costa.jpgTale sistema, oltre che custodire paesaggi di eccezionale valore naturalistico e preziose testimonianze storiche, ospita una consistente parte delle risorse economiche regionali, con importanti centri urbani, numerose attività industriali, infrastrutture varie ed uno dei più importanti sistemi turistici europei.

L’interfaccia terra-mare è notoriamente un sistema altamente dinamico, caratterizzato da un fragile equilibrio, tipico di ogni ambiente di transizione, controllato da numerosi fattori (meteoclimatici, geologici, sedimentologici, biologici, antropici), ciascuno dei quali può assumere localmente una prevalenza significativa. In particolare, la spiaggia è il risultato dell'interazione tra il trasporto di sabbia da parte dei fiumi e l'azione del moto ondoso e delle correnti marine che ridistribuiscono il sedimento lungo il litorale.

L’elevata pressione antropica cui è sottoposto questo fragile sistema fisico determina sempre più spesso forti elementi di vulnerabilità e rischio per la presenza di accentuati fenomeni di erosione. Attualmente, in Campania, vasti tratti di litorale appaiono soggetti a fenomeni irreversibili di erosione e fortemente compromessi dalla urbanizzazione, altri risultano stabilizzati da opere di difesa, altri ancora, molto esigui, si mostrano in equilibrio o in avanzamento. Tale prevalente tendenza all’erosione delle coste campane, che fa seguito ad un periodo plurisecolare di progradazione, è da imputare principalmente ai seguenti fattori antropici:
  • la drastica riduzione dell’apporto di sedimenti a causa del prelievo di ghiaia e sabbia dall’alveo dei fiumi e dell’intrappolamento dei sedimenti nelle opere idrauliche (briglie, vasche, dighe e sbarramenti) realizzate per la sistemazione idrogeologica dei bacini;
  • la presenza di opere costiere (moli, barriere e pennelli) che modificano il flusso delle correnti, intercettano il materiale trasportato lungo riva nelle aree di “sopraflutto” (a monte) e non lo rendono più disponibile per le aree di “sottoflutto”(a valle delle opere stesse), nelle quali si innescano processi erosivi accelerati;
  • le colture intensive e l’espansione urbanistica, che hanno determinato la scomparsa del sistema delle dune costiere e della vegetazione, che costituivano il sistema di difesa naturale dalle mareggiate e il serbatoio di sabbia per la spiaggia.

E’ chiaro, dunque, che l’uso intensivo del territorio ha sottratto al mare lo spazio indispensabile all’espansione e all’ammortamento dell’energia delle onde e ha accentuato i fenomeni naturali, rendendoli pericolosi per le attività umane presenti lungo la costa e per l’intero ecosistema.

In un tale contesto, peraltro, si vanno ad inquadrare gli scenari futuri relativi ai cambiamenti climatici che prevedono l'innalzamento del livello medio del mare e l'aumento della frequenza degli eventi climatici estremi (acqua alta, mareggiate intense, trombe d'aria, alluvioni, ecc.). Le previsioni al 2090 indicano per il Mediterraneo un innalzamento del livello medio del mare compreso tra 18 e 30 cm e il conseguente rischio di ingressione marina per gran parte delle aree costiere.
Da questo quadro è chiaro come la protezione della costa sia una priorità nelle strategie di difesa del nostro territorio, ed è altrettanto chiara la necessità di una sua gestione condivisa che non può prescindere dallo studio dei processi che regolano tale sistema.

Per creare quindi i presupposti per uno strumento di supporto alla gestione integrata del sistema costiero, la Regione Campania e la Regione Emilia-Romagna, con un “Gemellaggio” nell’ambito di un Progetto A.G.I.R.E. POR, hanno avviato lo sviluppo di un sistema informativo per la gestione della costa presso il Settore Difesa del Suolo della Regione Campania, sul modello di quello già creato presso il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna.

Le Autorità di Bacino stanno procedendo alla redazione dei Piani Stralcio per l'Erosione Costiera aventi come obiettivi fondamentali l'individuazione delle aree a rischio, all'interno del tratto di costa in esame, e la definizione di linee guida per l'attuazione degli interventi di ingegneria costiera con particolare riferimento alla difesa delle aree ritenute prioritarie per la presenza di elevate criticità ambientali.



Approfondimenti:
Le Unità Fisiografiche della Campania
Il Gemellaggio A.G.I.R.E. POR
Cartografia geologica delle aree costiere marine in scala 1:10.000
Catalogo delle opere di difesa costiera della Campania
 
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